aristocrazia laicista

in risposta a mega sgnaps
L'Osservatore avrà esagerato ma l'anticlericalismo di certa sinistra che vuole il Papa al rogo è indegno.

Il pistolotto di Andrea Rivera,
ricordando che la chiesa, rivendicando un luogo pubblico per le sue idee, deve abituarsi anche a scontare il pubblico dissenso. Detto questo, stufo di insostenibili lagne e piagnistei di teppaglia laicista, ricordo a loro signori di un attacco alla chiesa che si sta gonfiando come una mongolfiera, con scritte a Palermo in cattedrale per mettere il Papa al rogo, è il momento di distinguere tra le parole e le cose. Le parole molto a vanvera. non fossero però pesanti come macigni, e i fatti della realtà, stravolti con molta supponenza, censurati ad arte. Da parte soprattutto dei laicisti di sinistra, la sinistra tendenza democratica del partito di Repubblica, e più ancora quella della Cosa Rossa, (mafia rossa sarebbe più esatto) parole spropositate? I parlamentari della Cosa Rossa, dai mussiani al Prc, da Grillini a Caruso, hanno scritto un documento in cui si giudica un "attacco,spropositato&amp ;quo t; l'articolo dell'Osservatore, in quanto "le minacce e il terrorismo sono una cosa troppo seria per confonderle con le parole, sgradite o irriverenti che siano"al pari del pennivendolo Michele Serra, che ha definito "del tutto fuori misura le grida levatesi, ahivoi, anche a sinistra, contro le poche e lecite frasi di critica pronunciate al concerto del Primo maggio". Serra il pennivendolo "democratico" ritiene non vi sia alcunché di minaccioso nell'aria per la chiesa, e anzi minimizza le minacce a monsignor Bagnasco. Su Repubblica, il self-made man teologo (poveri noi quando lui esterna) Corrado Augias scrive: "Ricordare che i funerali negati a Welby fu (sic!) un gesto ‘politico' che ha contraddetto la misericordia, significa citare un lampante fatto di cronaca" ma omettere che Welby fece la sua scelta in aperta sfida alla chiesa, è una lampante mistificazione della cronaca?, Augias accusa "il Papa regnante e alcune personalità a lui vicine" per una "martellante" serie di dichiarazioni "di contenuto a volte eversivo" eversivo? Augias dovrebbe sapere che eversivo vale terrorista, almeno nell'italiano corrente. Augias come Agnes? No, peggio. Perché per lui a essere "eversiva" è addirittura la Pontificia Accademia per la Vita che invita "a una coraggiosa obiezione di coscienza di tutti i credenti", in nome di "un imprecisato diritto naturale". Imprecisato? Sarebbe da misurare il tasso di alcolico di Augias, ma le cose come stanno? Di fronte a tanta falsificazione, a tanta licenza di insulto, c'è solo da ricordare la "lampante cronaca" che tanto piace ai pennivendoli. La cronaca di un arcivescovo, presidente della Conferenza episcopale, costretto a girare sotto scorta, minacciato di morte per lettera e sui muri delle città, qualcosa di simile è successo solo nelle dittature sudamericane e in medio oriente. Ma non c'è anticlericalismo in Italia, spiega la Cosa Rossa, rimuovendo il fatto che le scritte contro il Papa erano già apparse a Torino nel 2005. Quando anarchici e no global tirarono un petardo nella chiesa del Carmine, mentre fuori scrivevano "Nazi-Ratzinger" e pisciavano sui muri, che bella forma di espressione laica, eppure, per Piero Sansonetti, altro pennivendolo è "alla corsa oscurantista e fondamentalista della chiesa" che "bisogna imporre un alt". La "nuova" sinistra. Ieri su Liberazione un Paolo Flores d'Arcais da trattamento sanitario coatto è riuscito a dire – "valga il vero" – che quella dell'Osservatore è "una fatwa indegna di un paese civile". Sostenendo, alla lettera, l'equivalenza giuridica tra l'affermazione scritta su un giornale e una sentenza di diritto islamista, follia ideologica, a questo siamo, e proprio nel giorno in cui Liberazione, nella colonna a fianco, fatica a digerire che si possano ricordare i morti del terrorismo in Italia. Soprattutto perché qualcuno lo vorrebbe fare nella data del più importante omicidio politico della storia italiana, compiuto, guarda caso, dalle Br: l'uccisione di un uomo politico cattolico e amico personale del Papa. Riesce a dire queste enormità, Flores d'Arcais, proprio nei giorni in cui la rete dei centri sociali scrive sui muri "libertà per i compagni detenuti", intendendo quelli arrestati (dallo stato laico, mica dalle guardie svizzere) come terroristi, emuli di assassini e progettatori di assassinii. Ma mentre a sinistra si ha la spudoratezza di difendere quella che, verrebbe voglia di definire "la racaille" del partito degli assassini, per Flores il vero terrorista è il Vaticano, e chiede "il richiamo dell'ambasciatore". Non stò scherzando, purtoppo. Non è solo differenza tra parole e cose, è differenza tra il vero e il falso. E' questo "il grande partito laico" di cui parlate? E questo il laicismo che difendete? Se il nuovo che avanza è questa elite, avrete di che rimpiangere.
Pony_boy
aristocrazia laicistaultima modifica: 2007-05-05T15:38:01+02:00da slave13c
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8 pensieri su “aristocrazia laicista

  1. Considero assurdo considerare “terrorismo” le battute di Andrea Rivera. Penso che la Chiesa le abbia strumentalizzat e ad arte per manifestare un vittimismo patetico. Non condivido le scritte contro Bagnasco. Ma le hanno fatte anche contro Cofferati e la cosa è passata molto più “silenziosa”. A volte, dare troppa eco a tali notizie, può risultare controproducent e. Detto ciò, penso che la Chiesa si stia occupando sempre meno di religione e sempre più di politica. Non ammettono critiche, ma non si esimono dal farle. Il nostro Paese dovrebbe essere laico. E dovrebbe ancora essere praticata e concessa la libertà di espressione. Rivera è stato forse “irriverente” , non certo terrorista. Ha detto delle verità. Pinochet per la Chiesa era più rispettabile di Welby. Mi può anche star bene. Ma loro debbono accettare che sia detto pubblicamente. Se ne vergognano? Potevano agire diversamente. Cristo predicava la carità cristiana, non certo il razzismo.

  2. Benedetto uomo! Mi ricordi l’eroe di Cervantes, lancia in resta contro i mulini a vento. Il mio pensiero è legato al fatto che nessuno più ha “il senso del limite” nell’esprimere le proprie idee. Nè destra nè sinistra, nè chiesa nè stato, solo persone che dovrebbero pensare prima di parlare, pensare alle conseguenze, pensare se vale la pena di dire quanto si pensa, pensare che non tutti capiscono la stessa cosa in merito alle stesse parole. E’ per questo che preferisco scrivere, così posso cancellare qualche “urletto” inopportuno, o cambiare la costruzione di una frase per renderla più chiara. Anche il tono di voce è importante, infatti ho insolentito spesso i miei allievi, ma nessuno si è mai offeso, perchè nella mia voce hanno sempre trovato quella nota d’affetto che non permette l’offesa. Questo mondo di urla non mi appartiene, come rifiuto l’imposizione da parte di chiunque, sono pronta ad essere convinta, ma sono capace di farmi uccidere piuttosto che piegarmi. Brutto carattere, ma son quasi sessant’anni che lo coltivo! Ti abbraccio, Anna

  3. Ciao Pony! Io fino a poco tempo fa mi riservavo di entrare in chiesa solo quando me lo sentivo o in circostanze particolari. Ora mi riesce difficile varcare quella soglia. Io vorrei che semplicemente il vaticano si occupasse delle anime e non di tutto il resto. Poi ciò che le accade intorno è anche conseguenza di come agisce. …….e che Welby fece la sua scelta in aperta sfida alla chiesa lo ritengo più che comprensibile e giustificato. Per caso c’era qualcuno di loro attaccato a quella macchina? C’era qualcuno di loro a vedersi morire secondo per secondo, minuto per minuto, ora per ora inesorabilmente con la sofferenza nel corpo e nell’anima? Se appare qualche scritta sui i muri non può certamente far crollare un impero come quello del vaticano. Quando la chiesa riprenderà ad occuparsi di ciò per cui è nata, forse a quel momento rientrerò in un luogo di culto, ora mi viene il vomito a pensarci. Sei sicuro che sul quel muro non ci fosse scritto NATZINGER? Hai riletto bene ciò che hai scritto? A me può sembrare tutto tranne una risposta al clero. Sgnaps

  4. E’ terrorista chi pensa di sovvertire uno Stato per cambiare le cose. Usando tutti i mezzi possibili. Tu definisci terrorista colui che ha gettato il petardo dentro la Chiesa. Anche qui, dipende…..se il petardo fosse stato gettato (ipotesi per assurdo) da un ragazzino per “divertimento “, potremmo definirlo terrorista? Direi di no. Quindi occorre pensare prima di appioppare un appellativo così importante. Seondo me, le battute di Rivera non avevano niente di terroristico. Non volevano incitare le folle al linciaggio. Volevano denunciare. Dici che Welby era contro la Chiesa. E’ vero, il suo pensiero era lontano dal loro. Ciò non toglie che nessun uomo di chiesa, in quanto tale, si può arrogare il diritto di decidere della sorte dell’anima di nessun altro uomo. E’ un pò come la storia dei suicidi che non potevano avere cerimonia funebre. Chi l’aveva detto? Non certo Cristo. Ed è un pò come la storia dei divorziati che non possono più avvicinarsi alla comunione. Ma dico, se uno dei due scappa lasciando l’altro, quest’ultimo che colpa ne ha? Deve essere cornuto e mazziato? Credo che Rivera volesse denunciare tutte queste storture di una chiesa che per molti versi è rimasta agli albori della storia. Comunque non ho niente contro di te. Considero questo scambio di opinioni una cosa molto civile e positiva. Buona serata. A.

  5. Non voleva disconoscere il senso della morte (Welby) secondo me. Voleva porre fine ad un’esistenza che non aveva più nulla di paragonabile alla vita. Avrebbe potuto farlo in silenzio. In quel caso i funerali glieli avrebbero concessi. Invece ha voluto rendere pubblica la sua tragedia, per dar voce alle tantissime altre persone che purtroppo hanno avuto la stessa sorte. Sai cosa penso? Che se non avesse alzato tanto polverone, la Chiesa, pur sapendo che non era morto “naturalmente ” i funerali glieli avrebbe concessi ugualmente, chiudendo un occhio. Così non potevano, si sarebbero sputtanati. Questo non accetto. L’ipocrisia. Ho passato la mia adolscenza in una scuola gestita da suore. Ne ho viste tante di ingiustizie e storture. Quando sono entrata un pò ci credevo. Sono uscita atea. Troppi sotterfugi. Troppe ipocrisie. Che, purtroppo rivedo anche adesso nei “piani alti” della Chiesa. Mi chiedi il motivo per cui Welby ha chiesto i funerali. Non li conosco. Forse era una provocazione. Forse no. Comunque, se si concede il perdono (in punto di morte) al più bieco assassino, a maggior ragione dovevano omaggiare Welby con una funzione religiosa che avrebbe restituito alla Chiesa stessa un pò di dignità cristiana. Certo, certi concetti scritti così, in poche righe, sono difficili da esprimere. Spero di aver reso l’idea del mio pensiero. Buona giornata. Un saluto sincero. A.

  6. Sei una delle pochissime persone da cui accetto di ricevere un rimprovero che, peraltro , condivido totalmente.Sono in un periodo di transizione per tanti aspetti della mia vita, ma spero di arrivare a dei risultati positivi. Perchè ti capita sempre di dover aiutare qualcuno???Perc hè qualcuno sa che tu puoi farlo. Sei grande pony…spero tu creda nella mia amicizia.Hasta luego ed a presto.

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