lezione di ecomia politica a lor signori del governo

Il tema dell'immigrazione è senz'altro da includere tra quelli sensibili per i cittadini ma è anche estremamente problematico e fonte di divisioni trasversali nelle forze politiche. Il motivo principale sta nel fatto che benefici e costi dei fenomeni migratori sono distribuiti in modo non omogeneo tra paesi di origine degli immigrati e paesi di destinazione, tra immigrati e cittadini nativi dei paesi destinatari dei flussi migratori e tra questi ultimi. Il problema non è nuovo per chi si occupa di globalizzazione. Anche il libero commercio internazionale e il libero movimento dei capitali tra paesi porta benefici generali, ma questi benefici non sono sempre ben distribuiti e non lo sono i costi. Eppure è un fenomeno curioso, almeno per gli economisti, il fatto che all'aumento del commercio internazionale e all'aumento del movimento internazionale dei capitali non corrisponda un aumento altrettanto forte della mobilità internazionale del lavoro. Eppure, secondo la teoria economica, la libera circolazione dei lavoratori dovrebbe portare vantaggi al pari della libera circolazione dei capitali. Vi è un aumento di benessere generale se i lavoratori si spostano da paesi a bassa produttività verso paesi dove la loro produttività aumenta di molte volte per la differente dotazione di capitale fisico e tecnologia. Questo si riflette sul reddito degli immigrati i quali possono ottenere redditi che in parità di potere d'acquisto sono da cinque a dieci volte superiori a quelli dei paesi di origine. Ma qual è la convenienza dei paesi che accolgono gli immigrati? gli immigrati aumentano la forza lavoro e ne abbassano l'età media. Il che riequilibra il rapporto tra lavoratori e pensionati. secondo la teoria economica, gli immigrati dovrebbero determinare una riduzione delle remunerazioni dei lavoratori con i quali entrano in concorrenza e un aumento sia dei salari dei lavoratori nativi che offrono un lavoro differente dal loro sia del rendimento dei capitali. In generale, si dovrebbe avere un aumento della produttività totale dei fattori produttivi, e una maggiore crescita, perché aumenta la dotazione di fattori produttivi.. Allora perché non accettare la libera circolazione delle persone? I motivi sono vari. Vi sono costi riguardanti l'urbanizzazione, i servizi sociali e costi percepiti dai cittadini in termini di identità culturale, modifiche della struttura sociale, sicurezza. Rimane però il fatto che questi costi, alcuni effettivi altri percepiti come tali, sono sopportati da alcuni mentre i benefici vanno ad altri, alle imprese e solo a parte delle famiglie. In particolare, è innegabile che i maggiori benefici dell'immigrazione vanno agli immigrati stessi come sopra si è ricordato. Partendo da questa constatazione un mutamento radicale di politica dell'immigrazione è proposta da un economista americano (Richard B. Freeman) L'idea è quella di affidare a un meccanismo di mercato la regolazione dei flussi migratori. I paesi verso i quali vi è una maggiore offerta di immigrazione dovrebbero affidarsi a un meccanismo di asta per la vendita di permessi di immigrazione. Ciò implica che coloro che si aspettano maggiori benefici in termini di reddito acquisteranno i visti. La tassa di ingresso, che dovrebbe essere sufficientemente alta, selezionerebbe di per sé il numero di richiedenti. La stessa tassa d'ingresso potrebbe essere sostituita da una tassa addizionale sui redditi degli immigrati per superare i problemi di liquidità al momento della scelta di emigrazione. Il gettito di queste tasse dovrebbe essere speso per servizi a favore dei cittadini. La logica di questa politica è quella di ridistribuire parte dei benefici dell'immigrazione dagli immigratimstessi ai cittadini nativi in modo da determinare un incentivo all'accoglienza. D'altra parte, il meccanismo non è così iniquo. I maggiori redditi ottenuti nel paese sviluppato dagli immigrati dipendono dalla loro maggiore produttività nel nuovo paese rispetto a quella che avrebbe avuto nel paese di origine a causa del maggiore capitale fisico, sociale, istituzionale che essi vi trovano. Può essere una provocazione, ma di quelle che fanno appello alla razionalità e non all'emotività.

Pony_boy

lezione di ecomia politica a lor signori del governoultima modifica: 2007-05-07T23:32:50+02:00da slave13c
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11 pensieri su “lezione di ecomia politica a lor signori del governo

  1. Non credo che la proposta di tassare gli immigrati sia fattibile….1 perchè la maggior parte di loro arriva clandestinamente 2 perchè non sarebbero informati da nessuno di queste norme. I Paesi di origine degli immigrati non hanno rapporti così agevoli con i propri cittadini 3perchè mi sembra discriminante far pagare tasse aggiuntive a persone che arrivano senza niente. La soluzione, secondo me, sarebbe quella di aiutare i Paesi sottosviluppati a “mettersi in carreggiata”. Ma, in questo, a parole sono tutti bravi…..poi…….zero aiuti. Un saluto.

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